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diritto all'informazione
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liberadipensare Apprendista

Admin
 Sesso:  Età: 35 Registrato: 20/09/08 16:01 Messaggi: 13
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Una riflessione di Francesca Cenerelli Aperta a suggerimenti
“Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.”
Sono andata a rileggere.
Gruppi musicali, blogs, piccole organizzazioni, hanno tratto il nome, il numero, il sunto, la spezia per condire il loro lavoro e darne un’interpretazione ben chiara: ARTICOLO 21.
ARTICOLO 21, identità con libertà d’espressione, libertà di stampa. IO POSSO PARLARE, POSSO RENDERE NOTO, POSSO SCRIVERE.
Ma noi, che non siamo giornalisti, che non scriviamo ma semplicemente parliamo dentro gli autobus, negli uffici o nei negozi e nei ristoranti, perché mai dovremmo occuparcene, difendere questo diritto? Noi non ci sentiamo minacciati.
La conseguenza di quel parlare, di quello scrivere è FAR ASCOLTARE. FAR PENSARE. INSINUARE DUBBI. CERCARE VERIFICHE.
Ecco perché tutti i singoli cittadini, tutti gli ITALIANI tracciano le loro vite dietro i solchi delle verità indicate dall’informazione, dalla stampa, da ciò che dalle televisioni e dai giornali si amalgama nelle voci dei vicoli, si impasta nell’opinione pubblica.
Il nostro pensiero è frutto delle nostre conoscenze. Conoscere un problema significa affrontarlo, volerlo combattere, risolvere.
Ecco perché il numero di piccoli rumeni o di extracomunitari che danneggiano la nostra comunità sociale ed economica, sembra essere l’emergenza immediata, il centro delle nostre attenzioni, il bersaglio del nostro odio. Perché veniamo informati. Gigantesche notizie.
Altre notizie no. Altre notizie, spariscono. Inghiottite nei sobborghi delle tivvù, nelle periferie delle edicole. Altri reati commessi, altre indagini che si stanno compiendo, non hanno clamore, né lettere cubitali, né fiumi d’inchiostro.
Altre notizie creano valanghe, ghiacciai che si spezzano. Grane. Grane per i giornalisti, discredito. Finchè anche loro, spariscono, tacciono…
Noi possiamo ascoltare. Diffondere. Creare una barriera di protezione per quei giornalisti che subiscono pressioni. Stare uniti. FAR SAPERE CHE QUELLE INFORMAZIONI CI RIGUARDANO.
Pensare ci rende liberi. Di scegliere. Di verificare. Di agire. E, tutte le campane devono essere in grado di suonare. Soltanto così possiamo renderci conto se è più pericoloso un ROM o chi ha avvelenato i terreni con rifiuti tossici….
vi rimando alle seguenti ricerche in internet :
articolo 21;
l’espresso on line, articoli sulla gomorra al nord : giornalisti e redazione con la GDF in casa;
Carlo Lucarelli: screditato per aver parlato di mafia nella sua trasmissione BLUNOTTE
Processo Spartacus, accusati di aver scritto … Capacchione e Saviano;
NONSOLO SCRIVERE E PARLARE, MA SAPERE, SAPERE E’ UN NOSTRO DIRITTO.
Milena Gabanelli: citazioni per la trasmissione Report
Chi l’ha visto? Occuparsi dei casi di Elisa Claps e altri collegati nei territori di mafie costa…
f.c. |
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Berna Nuovo

Iscritti
 Sesso:  Età: 29 Registrato: 08/10/08 17:23 Messaggi: 2
Località: Milano
Impiego: Studente
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Hai completamente il mio assenso, penso che ogni cittadino con la sua curiositas (non è un errore, è un voluto riferimento al latino,dove il termine è ancora più specifico di come è divenuto in italiano), la sua voglia di verità, xkè la verità oggettiva è difficile da trovare in ogni minima cosa riguardante la nostra esistenza, come può essere perseguibile tramite mezzi di comunicazione, come possono essere i telegiornali, ma ci sarebbero moltri altri esempi, nei quali COME MINIMO bisogna ammettere ci sia una scelta nella decisione dei fatti da dover raccontare e di quelli da non dover riportare? Reputo inoltre che internet, profetizzato da alcuni come una chimera se usato coscienziosamente possa essere uno strumento davvero potente contro la disinformazione, sempre se usato in maniera adeguata, senza mai prendere per vero nulla all'istante, ma sempre dopo averlo confutato e averci ragionato sopra. _________________ L'aspetto più brutale di questa cultura è far pensare che sia l'unica cultura possibile, quando in realtà è solamente la peggiore... (Silvano Agosti) |
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liberamente Guru

Admin
 Sesso:  Età: 41 Registrato: 20/09/08 15:46 Messaggi: 10
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| liberadipensare ha scritto: | Una riflessione di Francesca Cenerelli Aperta a suggerimenti
“Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.”
Sono andata a rileggere.
Gruppi musicali, blogs, piccole organizzazioni, hanno tratto il nome, il numero, il sunto, la spezia per condire il loro lavoro e darne un’interpretazione ben chiara: ARTICOLO 21.
ARTICOLO 21, identità con libertà d’espressione, libertà di stampa. IO POSSO PARLARE, POSSO RENDERE NOTO, POSSO SCRIVERE.
Ma noi, che non siamo giornalisti, che non scriviamo ma semplicemente parliamo dentro gli autobus, negli uffici o nei negozi e nei ristoranti, perché mai dovremmo occuparcene, difendere questo diritto? Noi non ci sentiamo minacciati.
La conseguenza di quel parlare, di quello scrivere è FAR ASCOLTARE. FAR PENSARE. INSINUARE DUBBI. CERCARE VERIFICHE.
Ecco perché tutti i singoli cittadini, tutti gli ITALIANI tracciano le loro vite dietro i solchi delle verità indicate dall’informazione, dalla stampa, da ciò che dalle televisioni e dai giornali si amalgama nelle voci dei vicoli, si impasta nell’opinione pubblica.
Il nostro pensiero è frutto delle nostre conoscenze. Conoscere un problema significa affrontarlo, volerlo combattere, risolvere.
Ecco perché il numero di piccoli rumeni o di extracomunitari che danneggiano la nostra comunità sociale ed economica, sembra essere l’emergenza immediata, il centro delle nostre attenzioni, il bersaglio del nostro odio. Perché veniamo informati. Gigantesche notizie.
Altre notizie no. Altre notizie, spariscono. Inghiottite nei sobborghi delle tivvù, nelle periferie delle edicole. Altri reati commessi, altre indagini che si stanno compiendo, non hanno clamore, né lettere cubitali, né fiumi d’inchiostro.
Altre notizie creano valanghe, ghiacciai che si spezzano. Grane. Grane per i giornalisti, discredito. Finchè anche loro, spariscono, tacciono…
Noi possiamo ascoltare. Diffondere. Creare una barriera di protezione per quei giornalisti che subiscono pressioni. Stare uniti. FAR SAPERE CHE QUELLE INFORMAZIONI CI RIGUARDANO.
Pensare ci rende liberi. Di scegliere. Di verificare. Di agire. E, tutte le campane devono essere in grado di suonare. Soltanto così possiamo renderci conto se è più pericoloso un ROM o chi ha avvelenato i terreni con rifiuti tossici….
vi rimando alle seguenti ricerche in internet :
articolo 21;
l’espresso on line, articoli sulla gomorra al nord : giornalisti e redazione con la GDF in casa;
Carlo Lucarelli: screditato per aver parlato di mafia nella sua trasmissione BLUNOTTE
Processo Spartacus, accusati di aver scritto … Capacchione e Saviano;
NONSOLO SCRIVERE E PARLARE, MA SAPERE, SAPERE E’ UN NOSTRO DIRITTO.
Milena Gabanelli: citazioni per la trasmissione Report
Chi l’ha visto? Occuparsi dei casi di Elisa Claps e altri collegati nei territori di mafie costa…
f.c. |
quello che emerge dal tuo messaggio è come l'informazione "piloti" molto le coscenze degli Italiani, facendoci pensare e preoccupare solo per quello che "va di moda" e questo trovo che sia disgustoso. Tanto per fare un esempio non c'è proporzione tra la grandezza del problema mafie e lo spazio informativo che gli viene dedicato, si pensi solo a come questi fenomeni, al di la degli omicidi e degli atti di violenza, influenzino negativamente, molto negativamente la vita di milioni di Italiani, attraverso la malapolitica e il malaffare e il vampirismo nei confronti del bene pubblico.
Allora io direi che spetta a noi non seguire i canali di informazione più comuni e farci infinocchiare su quello che succede in Italia. I problemi sono tanti e vari. Come diceva Berna, Internet offre una vasta gamma di informazioni in alternativa alla informazione ordinaria, basta saperne attingere. _________________ "NON SONO D'ACCORDO CON QUELLO CHE DICI, MA DAREI LA VITA AFFINCHE' TU POSSA DIRLO" (VOLTAIRE) |
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