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Forum di dialogo socio-politico aperto, dove ogni voce ha la stessa importanza
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liberadipensare Apprendista

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 Sesso:  Età: 35 Registrato: 20/09/08 16:01 Messaggi: 13
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Punti salienti della legge sono:
Abolizione dei collegi uninominali: l'elettore precedentemente poteva votare su due schede per la Camera dei Deputati e una scheda per il Senato, mentre la parte proporzionale alla Camera veniva espressa con la seconda scheda, dando la possibilità di scegliere una lista, al Senato si procedeva a un recupero su base regionale fra i non eletti all'uninominale.
Liste bloccate: con l'attuale sistema, replicante quello in vigore per la quota proporzionale prevista dal precedente Mattarellum, l'elettore si limita a votare solo per delle liste di candidati, senza la possibilità, come si verifica tuttora per le elezioni europee, regionali e comunali, d'indicare preferenze. L'elezione dei parlamentari dipende quindi completamente dalle scelte e dalle graduatorie stabilite dai partiti.
Premio di maggioranza: viene garantito un minimo di 340 seggi alla Camera dei Deputati alla coalizione che ottiene la maggioranza relativa dei voti. Da notare che 12 seggi, assegnati alla circoscrizione Esteri, sono contemplati a parte, come anche il seggio della Valle d'Aosta. I voti della Valle d'Aosta[3] e degli italiani all'estero non sono calcolati nemmeno nella determinazione della coalizione vincente. Per quanto concerne il Senato, il premio di maggioranza è invece garantito su base regionale[4], in modo da assicurare alla coalizione vincente in una determinata regione almeno il 55% dei seggi ad essa assegnati. In Molise (2 seggi) e all'estero (6 seggi) non è previsto alcun premio di maggioranza al Senato; nelle altre regioni alle elezioni politiche italiane del 2008 la coalizione vincente otterrà almeno 12 seggi su 22 in Piemonte, 26 su 47 in Lombardia, 13 su 25 in Veneto, 4 su 7 in Friuli-Venezia Giulia, 5 su 8 in Liguria, 12 su 21 in Emilia Romagna, 10 su 18 in Toscana, 4 su 7 in Umbria, 5 su 8 nelle Marche, 15 su 27 nel Lazio, 4 su 7 in Abruzzo, 17 su 30 in Campania, 12 su 21 in Puglia, 4 su 7 in Basilicata, 6 su 10 in Calabria, 14 su 26 in Sicilia, 5 su 9 in Sardegna. In Valle d'Aosta, cui è assegnato un solo seggio, il sistema elettorale è forzatamente uninominale, come pure in Trentino-Alto Adige per 6 dei 7 seggi assegnati alla Regione.
Programma elettorale e capo della forza politica: la legge prevede l'obbligo, contestualmente alla presentazione dei simboli elettorali, per ciascuna forza politica di depositare il proprio programma e di indicare il proprio capo.
Coalizioni: la legge prevede la possibilità di apparentamento reciproco fra più liste, raggruppate così in coalizioni. Il programma ed il capo della forza politica, in caso di coalizione, devono essere unici: in questo caso viene assunta la denominazione di Capo della coalizione. Egli tecnicamente non è candidato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, poiché spetta al Presidente della Repubblica la nomina a quell'incarico.
Soglie di sbarramento: per ottenere seggi alla Camera, ogni coalizione deve ottenere almeno il 10% dei voti nazionali; per quanto concerne le liste non collegate la soglia minima viene ridotta al 4%. La stessa soglia viene applicata alle liste collegate ad una coalizione che non ha superato lo sbarramento. Le liste collegate ad una coalizione che abbia superato la soglia prescritta, partecipano alla ripartizione dei seggi se superano il 2% dei voti, o se rappresentano la maggiore delle forze al di sotto di questa soglia all'interno della stessa (il cosiddetto miglior perdente). Al Senato le soglie di sbarramento (da superare a livello regionale) sono pari al 20% per le coalizioni, 3% per le liste coalizzate, 8% per le liste non coalizzate e per le liste che si sono presentate in coalizioni che non abbiano conseguito il 20%. Questo metodo ricorda quello della legge elettorale usata in Toscana, che prevede simili sbarramenti.
Minoranze linguistiche: le liste delle minoranze linguistiche riconosciute coalizzate o non, potranno comunque accedere al riparto dei seggi per la Camera dei Deputati ottenendo almeno il 20% dei voti nella circoscrizione in cui concorrono. Come già descritto, per il Senato della Repubblica è stato previsto che 6 dei 7 seggi spettanti al Trentino-Alto Adige siano assegnati tramite collegi uninominali, mantenendo in quest'unica Regione il meccanismo previsto dal previgente Mattarellum.
Sono inoltre previste per la prima volta delle circoscrizioni estere, che permetteranno di eleggere 12 seggi alla Camera dei Deputati (6 in Europa, 3 in America Meridionale, 2 in America Settentrionale e Centrale, 1 in Africa, Asia, Oceania e Antartide) e 6 seggi al Senato della Repubblica (2 in Europa, 2 in America Meridionale, 1 in America Settentrionale e Centrale e 1 in Africa, Asia, Oceania e Antartide). |
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numeroundici Nuovo

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 Sesso:  Età: 54 Registrato: 21/09/08 19:26 Messaggi: 3
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| Sono contrario al suffragio universale |
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liberadipensare Apprendista

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 Sesso:  Età: 35 Registrato: 20/09/08 16:01 Messaggi: 13
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numeroundici Nuovo

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 Sesso:  Età: 54 Registrato: 21/09/08 19:26 Messaggi: 3
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| Un recente sondaggio (i sondaggi in genere mi stanno sulle balle, ma di solito sono pilotati, mentre in questo caso non credo) ha dimostrato che il 30% degli intervistati (residenti a Roma se non sbaglio) credono ke il sole giri intorno alla terra. Figuriamoci quanto possono capire gli Italiani di politica! Non sanno: che forma di governo abbiamo; che forma di Stato abbiamo; non sanno una mazza sull'economia (se non: "Ahò, da quando ce stà l'euro costa tutto er doppio") non sanno men che meno un emerito tubo sui programmi dei partiti se non quelle quattro cazzate che sparano i telegiornali (tipo: aboliamo l'ICI). Dunque, io sono disposto ad accettare la dittatura della maggioranza e non imbraccio i fucili di Bossiana memoria, ma tu elettore, per avere il diritto di votare devi rispondere ad alcune semplici domande. Ma davvero semplici. Tipo: l'Italia è una democrazia o una monarchia costituzionale? Quante sono le Camere? Che cos'è l'Unione Europea?etc. Vi garantisco che con un piccolo, semplice questionario più di un terzo dei votanti sarebbe tagliato fuori. E questa sarebbe vera democrazia, perché da che mondo è mondo chi parla a sproposito di cose che non sa è sempre considerato un cazzaro. E lo stesso vale per chi esprime il proprio voto senza avere la minima idea di quello che sta facendo. Prendetela pure come una provocazione. |
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liberamente Guru

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 Sesso:  Età: 41 Registrato: 20/09/08 15:46 Messaggi: 10
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| numeroundici ha scritto: | | Un recente sondaggio (i sondaggi in genere mi stanno sulle balle, ma di solito sono pilotati, mentre in questo caso non credo) ha dimostrato che il 30% degli intervistati (residenti a Roma se non sbaglio) credono ke il sole giri intorno alla terra. Figuriamoci quanto possono capire gli Italiani di politica! Non sanno: che forma di governo abbiamo; che forma di Stato abbiamo; non sanno una mazza sull'economia (se non: "Ahò, da quando ce stà l'euro costa tutto er doppio") non sanno men che meno un emerito tubo sui programmi dei partiti se non quelle quattro cazzate che sparano i telegiornali (tipo: aboliamo l'ICI). Dunque, io sono disposto ad accettare la dittatura della maggioranza e non imbraccio i fucili di Bossiana memoria, ma tu elettore, per avere il diritto di votare devi rispondere ad alcune semplici domande. Ma davvero semplici. Tipo: l'Italia è una democrazia o una monarchia costituzionale? Quante sono le Camere? Che cos'è l'Unione Europea?etc. Vi garantisco che con un piccolo, semplice questionario più di un terzo dei votanti sarebbe tagliato fuori. E questa sarebbe vera democrazia, perché da che mondo è mondo chi parla a sproposito di cose che non sa è sempre considerato un cazzaro. E lo stesso vale per chi esprime il proprio voto senza avere la minima idea di quello che sta facendo. Prendetela pure come una provocazione. |
credo che tu abbia pienamente ragione e credo anche che instituire un sistema che tolga il diritto di voto a chi di società e politica ne capisce una mazza non sarebbe una cattiva idea, come dici tu, basterebbe un piccolo test di ammissione di una trentina di domande, se ne superi almeno venti hai diritto al voto, altrimenti no. avremmo un elettorato molto più cosciente di quello che sta facendo in cabina elettorale e ti assicuro che in maniera indiretta contribuiremmo ad eliminare i "votanti di favore"
Purtroppo credo che sia incostituzionale, quindi per fare ciò si dovrebbe prima cambiare la costituzione. _________________ "NON SONO D'ACCORDO CON QUELLO CHE DICI, MA DAREI LA VITA AFFINCHE' TU POSSA DIRLO" (VOLTAIRE) |
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liberadipensare Apprendista

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 Sesso:  Età: 35 Registrato: 20/09/08 16:01 Messaggi: 13
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| numeroundici ha scritto: | | Un recente sondaggio (i sondaggi in genere mi stanno sulle balle, ma di solito sono pilotati, mentre in questo caso non credo) ha dimostrato che il 30% degli intervistati (residenti a Roma se non sbaglio) credono ke il sole giri intorno alla terra. Figuriamoci quanto possono capire gli Italiani di politica! Non sanno: che forma di governo abbiamo; che forma di Stato abbiamo; non sanno una mazza sull'economia (se non: "Ahò, da quando ce stà l'euro costa tutto er doppio") non sanno men che meno un emerito tubo sui programmi dei partiti se non quelle quattro cazzate che sparano i telegiornali (tipo: aboliamo l'ICI). Dunque, io sono disposto ad accettare la dittatura della maggioranza e non imbraccio i fucili di Bossiana memoria, ma tu elettore, per avere il diritto di votare devi rispondere ad alcune semplici domande. Ma davvero semplici. Tipo: l'Italia è una democrazia o una monarchia costituzionale? Quante sono le Camere? Che cos'è l'Unione Europea?etc. Vi garantisco che con un piccolo, semplice questionario più di un terzo dei votanti sarebbe tagliato fuori. E questa sarebbe vera democrazia, perché da che mondo è mondo chi parla a sproposito di cose che non sa è sempre considerato un cazzaro. E lo stesso vale per chi esprime il proprio voto senza avere la minima idea di quello che sta facendo. Prendetela pure come una provocazione. |
no,non trovo che sia una provocazione.Motivando la tua affermazione hai reso chiaro il concetto e il tuo discorso non fa una piega.Sono perfettamente d'accordo con te. La campagna del voto consapevole. Purtroppo c'è chi non capisce quanto il voto sia importante,chi non si rende conto dei danni che un voto al buio può causare..
Noto questo soprattutto nei giovani,e parlo io per prima.23 anni,le mie prime elezioni sono state una vera tragedia.Erano le comunali e ricordo che ero assolutamente fuori dal mondo. Mio fratello,attivo politicamente da molto tempo,cercò di convincermi a votare per uno piuttosto che per un altro,senza darmi motivazioni. Poichè ero disinteressata alla politica,annullai la scheda.ù
Però mi chiedo:quanti votano un partito piuttosto che un altro solo perchè qualcuno glielo consiglia?
Forse una maggior attenzione per l'informazione potrebbe essere una soluzione. |
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numeroundici Nuovo

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 Sesso:  Età: 54 Registrato: 21/09/08 19:26 Messaggi: 3
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| E' meraviglioso constatare che questa mia profonda convinzione sia condivisa da qualcuno. Pensavo di essere tacciato di oscurantismo. In realtà è proprio il contrario. Non c'è libertà se non c'è consapevolezza. La mancanza di conoscenza è il modo migliore per tenere il popolo bue sotto controllo. Va in questa direzione il disprezzo per la cultura che emerge in quest'epoca decadente. Avete notato quanto disprezzo c'è in giro per la parola "cultura" soprattutto tra i giovani? E'diventato sinonimo di "snobismo". Invece è sinonimo di conoscenza e di approfondimento. Parole decisamente fuori moda in quest'epoca sopraffatta dall'immediatezza a discapito della sequenzialità. Siamo soffocati. |
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liberadipensare Apprendista

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 Sesso:  Età: 35 Registrato: 20/09/08 16:01 Messaggi: 13
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perfettamente d'accordo con te...
nella mentalità attuale cultura è esclusivamente sinonimo di formazione...
possibilmente formazione universitaria...
mi sono ritrovata circondata da persone infinitamente snob,quasi laureate,che si definivano altamente acculturate per il solo fatto di essere iscritti all'università...
è lì che la cultura diviene utopia...
perchè dal mio punto di vista,la cultura è la curtiosità nei confronti della conoscenza,la cultura è la voglia di sapere indipendentemente da un'istituzione come l'università...
ma al giorno d'oggi basta una laurea per essere definiti acculturati,e basta non averla per esser definiti pecorari ignoranti e non acculturati...
se si facesse in sondaggio sulla reale cultura delle persone forse il quadro si ribalterebbe.... |
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Berna Nuovo

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 Sesso:  Età: 29 Registrato: 08/10/08 17:23 Messaggi: 2
Località: Milano
Impiego: Studente
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Concordo pieanamente, sarebbe bello avere un elettorato con almeno le conoscenze minime per poter votare consapevolmente, ma in democrazia e con l'attuale costituzone, penso sia quantomeno difficile riuscire ad arrivare a una soluzione del genere.Penso comunque che la prerogativa di un governo non debba essere quella di arrivare ad una elite avente diritto al voto, ma ad una piena consapevolezza da parte del cittadino in merito al voto, quest'ultimo aspetto dovrebbe essere prerogativa imprescindibile di uno stato, e quindi della scuola, penso sia impensabile che in quelle che vengono definite in Italia le migliori scuole superiori, ovvero i licei, per l'intera durata dei 5 anni non comprendano neanche un'ora alla settimana di diritto (lo stesso discorso potrebbe essere fatto ad esempio anche con l'economia), quando sono compresi nell'orario scolastico di suddette scuole ore ed ore di latino, il quale, con tutto il rispetto non è che una lingua morta...
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L'aspetto più brutale di questa cultura è far pensare che sia l'unica cultura possibile, quando in realtà è semplicemente la peggiore. |
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liberadipensare Apprendista

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 Sesso:  Età: 35 Registrato: 20/09/08 16:01 Messaggi: 13
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| Berna ha scritto: | Concordo pieanamente, sarebbe bello avere un elettorato con almeno le conoscenze minime per poter votare consapevolmente, ma in democrazia e con l'attuale costituzone, penso sia quantomeno difficile riuscire ad arrivare a una soluzione del genere.Penso comunque che la prerogativa di un governo non debba essere quella di arrivare ad una elite avente diritto al voto, ma ad una piena consapevolezza da parte del cittadino in merito al voto, quest'ultimo aspetto dovrebbe essere prerogativa imprescindibile di uno stato, e quindi della scuola, penso sia impensabile che in quelle che vengono definite in Italia le migliori scuole superiori, ovvero i licei, per l'intera durata dei 5 anni non comprendano neanche un'ora alla settimana di diritto (lo stesso discorso potrebbe essere fatto ad esempio anche con l'economia), quando sono compresi nell'orario scolastico di suddette scuole ore ed ore di latino, il quale, con tutto il rispetto non è che una lingua morta...
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L'aspetto più brutale di questa cultura è far pensare che sia l'unica cultura possibile, quando in realtà è semplicemente la peggiore. |
pienamente d'accordo...
una volta si parlava di educazione civica alle medie...esiste ancora?
in ogni caso al liceo se ne perde ogni traccia...
io ho avuto la fortuna di frequentare un indirizzo sperimentale che mi ha avvicinato al diritto da subito con 6 ore a settimana di diritto ed economia per 5 anni...
mi ha reso consapevole dei nostri diritti,consapevole del mondo in cui vivo...
non ritengo necessario attivare 6 ore in ogni liceo,ma credo sia giusto dare almeno una base a questi ragazzi.
Anche perchè,a cosa serve lo studio di qualunque materia se poi non viene conciliata con la nostra società?con il nostro stato?
a cosa serve un diploma se non si conoscono le leggi italiane?
cosa si intende per istruzione,a cosa serve un'istruzione che difficilmente potrà trasformarsi in pratica? |
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